28 febbraio 2014

registrazione crediti

Ciao a tutti,
solo per informare frequentanti e non frequentanti che in gg ho inviato i dati in amministrazione per la registrazione dei crediti.
elenco approvati: Pozzi, Fava, Lunari, Fumagalli, Paba, Micheletti, Facchinetti, Donarini, Vivaldelli, Mainin, Capon, Porcaro, Mantovani, Angelova.
Complimenti, avete lavorato tutti molto bene

per eventuali chiarimenti sono disponibile via mail.
un caro saluto
sara

19 febbraio 2014

Video Sagra delle Castagne e delle Nocciole - Aritzo

Ciao a tutti!
Per concludere il mio lavoro ecco il video della Sagra delle castagne e delle nocciole 2013 di Aritzo (Sardegna).
Ho seguito questo schema:

Introduzione: mostra la posizione del paese arroccato tra le pendici del Gennargentu e alcune immagini dell’ingresso del Paese.

1 Capitolo: mostra i protagonisti di questa festa, le castagne e le nocciole, e il loro utilizzo nel campo dolciario che è caratteristico di Aritzo.

2 Capitolo: mette in evidenza la componente umana, mostrando sia gli avventori della festa che chi opera attivamente nella produzione (cuocitori di castagne, musicisti tradizionali).

3 Capitolo: ha il compito di rappresentare i prodotti in lavorazione e finiti (carapina, torrone, carne e formaggi).

Conclusione: chiude con altre immagini del Paese e del paesaggio e di un caratteristico muletto.

Il mio obbiettivo con questo video è quello di mettere in evidenza il lavoro manuale di questa popolazione che ha saputo creare un filo conduttore e di sviluppo tra passato e modernità. Le tecniche antiche, testimoniate dai murales nel paese (e non solo) vengo riproposte in un evento che si inserisce perfettamente in un contesto moderno (le bancarelle con i prodotti di alta qualità venduti su scala più estesa rispetto al passato). La conclusione ha proprio il compito di mandare questo messaggio mediante le immagini della lunga fila di bancarelle, del paesaggio, ritornando al punto di partenza, ed infine del muletto, antico mezzo di trasporto.

Ho utilizzato poche riprese panoramiche, per lo più per dare l’idea della posizione del Paese e della difficolta nel raggiungerlo; della folla attratta da quest’evento (nel 2013 circa 30000 persone in un Paese di 75,60 km2 – fonte: servizio d’ordine e Comune di Aritzo).
Ho usato per lo più dei close-up per concentrarmi sulle mani e la produzione perché è nelle azioni di queste persone che vi è concomitanza di adattamento all’ambiente e sviluppo con i tempi.

Ho effettuato circa 180 video, utilizzati 60. Il tempo del video è di una giornata, evidenziato dai cambi di luce e della scelta di mostrare il paese da lontano da due punti diversi, per rendere l’idea dell’entrata e dell’uscita da Aritzo. Per il montaggio ho annesso una musica tradizionale suonata con le launeddas (Stefano Pinna – Mediana pipia) come sottofondo che con l’utilizzo di tecniche di fade – in e fade – out permette di entrare nella sagra vivendone i suoni. Le scene sono state unite mediante dissolvenza entro ogni capitolo e paragrafo, mentre tra i capitoli ho utilizzato una dissolvenza in nero per determinare lo stacco. Questa scelta ha reso il video montato più omogeneo. 

LINK DEL VIDEO: VIDEO SAGRA DELLE CASTAGNE

15 febbraio 2014

Conclusioni al percorso sulPane



Se il Riso rappresenta l’Oriente e il Mais identifica il continente Americano, il grano identifica l’Occidente ed in particolare il mediterraneo.  Il pane, nelle sue diverse forme e fatture, rappresenta, da circa 6000 anni, la fonte primaria di sostentamento dei popoli del bacino del Mediterraneo. Per migliaia di anni il grano e il pane sono stati la principale fonte calorica delle genti, in modo particolare dei contadini e dei poveri, rappresentando fino all’80 % della dieta giornaliera.
Il grano si è così venuto a trovare nel doppio ruolo di fonte di vita e di tiranno per gli uomini, condizionando i fatti della vita, i sistemi di coltivazione, le gerarchie, i periodi di carestia e di prosperità.
Questa centralità ha determinato l’importanza del pane nelle culture, fino ad arrivare a rappresentare il corpo del Dio.
Le quantità di pane consumate dall’uomo sono arrivate fino al chilo e mezzo/due chili al giorno, incarnando così l’unica  fonte di sostentamento e dall’altro lo stigma della povertà. Oggi il mutare delle diete ha portato a preferire un apporto proteico di origine animale fino a veder diminuire la quantità di pane giornaliero consumato pro capite a circa 150 grammi. Anche dopo essere passato attraverso tutte queste modificazioni, il pane rimane nell’immaginario un elemento ricco di significati  e la ricerca che ho realizzato, pur nella sua brevità, mi consente di  riflettere su questo cambiamento.
Avvicinandomi all’Associazione del Pane Quotidiano ho potuto riscontrare che Il pane incarna nel suo significato più profondo il concetto di nutrimento.  La denominazione associativa già fortemente evocativa della mission che ogni giorno fa funzionare l’organizzazione, deve la sua origine più che centenaria ad un impulso umanitario e filantropico ovvero assicurare il giusto sostentamento alle persone povere, il pane quotidiano appunto. Oltre alla vera distribuzione di circa 2500 chili di pane al giorno l’associazione riesce a distribuire circa 3000/3500 razioni di generi vari ad altrettante persone in coda ogni giorno.
Il pane rappresenta poi una possibilità lavorativa, come ho potuto verificare presso la Fondazione Umanitaria. La scuola fornisce  un percorso formativo per persone in difficoltà, una alternativa per chi ha perso il posto di lavoro e per altri, la possibilità di costruire una professionalità di riserva da utilizzare in caso di necessità. La scuola diventa quindi percorso in cui trasferire competenze professionali, capacità e imprenditorialità in un settore che non conosce tramonto come quello della manifattura del pane.
In linea con la scuola, la visita a Gustolab ha rappresentato la logica prosecuzione del periodo formativo ovvero un negozio con annesso il laboratorio del pane, uno spazio di reale inserimento lavorativo per persone con differenti disabilità. Attraverso la panificazione e la vendita si realizza l’effettivo affacciarsi al mondo del lavoro di persone che, anche a causa della crisi economica, avrebbero altrimenti poche speranze di accedervi.
Un ulteriore passo avanti nella mia ricerca è avvenuto visitando due panetterie che rappresentano l’evoluzione del concetto di panetteria stesso. In particolare il Panificio di Davide Longoni ci mostra una immagine nuova del pane e  un legame con il territorio di Milano realizzato grazie al progetto di recupero dei grani e di coltivazione nel Parco Sud, sposando così la filosofia, tornata di moda ma in realtà molto antica, del chilometro zero. Nel panificio, che si presenta con una location moderna e interessante,  oltre ad una varietà di pani vi è la possibilità di consumare e degustare una serie di prodotti bio locali,  evolvendo così il concetto di pane e panetteria.
Abbiamo poi visto che il pane, la sua storia e gli strumenti della panificazione sono elementi da preservare e mostrare al pubblico anche attraverso specifici musei che permettono di comprendere ed imparare segreti, storie legate al folklore e ricette, partecipare a laboratori didattici per apprendere tecniche o semplicemente addentrarsi nella sua storia.
Da ultimo, ma per me è stato il primo post, ho incontrato il pane nella sua trasfigurazione artistica. La visita alla mostra che del pane ha fatto la metafora della nutrizione e che lo ha rappresentato a volte in maniera reale ma spesso attraverso rielaborazioni e scomposizioni surreali.

Il tema di fondo della mia ricerca è stato il considerare il pane attraverso i concetti di moderno e antico e devo dire che questi aspetti traspaiono in ogni situazione incontrata, a volte in maniera netta e a volte maggiormente sfumata. Il pane è un elemento che si presta ottimamente ad interpretare entrambi i ruoli temporali. Attraverso il lavoro abbiamo incontrato la scuola ed il negozio che rappresentano il legame con l’antico tramandarsi delle botteghe artigiane in cui i garzoni lavoravano e imparavano un mestiere, ma anche un forte legame con la modernità del concetto di inclusione sociale delle persone disabili e dei percorsi di apprendimento per le categorie protette; il concetto poi di pane come nutrimento, ritrovato nel luogo che distribuisce il sostentamento quotidiano ai poveri, di sempre, ed ai nuovi poveri delle moderne società del consumo; come moderno è il concetto di museo per conservare e mostrare una realtà quotidiana come il pane;  i luoghi che più incarnano questa dicotomia sono però i moderni negozi del pane dove l’antico è il mestiere stesso e il moderno sono i luoghi raffinati , sono anche i luoghi in cui la ricerca dell’antico e del genuino ci fanno incontrare una strana realtà in cui ricercata è solo una finta nostalgia di un qualcosa che non è mai esistito, come se l’antico fosse il buono ed il genuino ed il moderno fosse qualcosa di artificiale e cattivo. Quell’antico riferito al pane è invece legato al problema della fame e ad un pane spesso realizzato con cereali minori e a volte surrogato con castagne, ghiande e legumi.
Il pane quindi incarna perfettamente questa antitesi, moderno e antico, fame e abbondanza, tradizione e innovazione e ancora una volta, se ce ne fosse la necessità, motiva e sostanzia il suo essere antropologicamente al centro dell’alimentazione occidentale nell’antichità come oggi…

14 febbraio 2014

"COSPLAYER": PASSIONE & ARTE

Il mio progetto consiste nell'intervista ad una “cosplayer”.
Il termine cosplayer (contrazione dei termini “costume” e “play” nell'accezione di “interpretare, giocare”) indica la pratica di indossare un costume che rappresenti un personaggio riconoscibile in un determinato ambito e di interpretarne il modo di agire.
Il fenomeno ha avuto inizio alla fine degli anni '70 quasi contemporaneamente negli Stati Uniti (dove travestirsi da supereroi come Batman e Superman era già una pratica diffusa) ed in Giappone dove le persone vestono come personaggi dei cartoni animati (“anime”), dei fumetti (“manga”) o dei videogiochi, benchè ultimamente costituiscano fonte di ispirazione anche opere occidentali di fama internazionale (la trilogia de' “Il signore degli anelli”, “Harry Potter”,...).
Mentre in Oriente si organizzano per lo più delle rassegne nelle quali i cosplayer si incontrano per condividere la stessa passione e per farsi fotografare, in Occidente è molto più marcato l'aspetto interpretativo (delle vere e proprie scenette di combattimento, ballo, canto, mimo a seconda del personaggio) ed agonistico (gare).
Dal momento che agli occhi di un occidentale tali eventi possono sembrare simili alle sfilate di Carnevale, occorre fare alcune precisazioni:
  • mancano l'aspetto religioso e di rinnovamento simbolico (non è un periodo di festa durante il quale il caos sostituisce l'ordine costituito, che riemergerà rinnovato e garantito una volta terminati i festeggiamenti) e la violenza (cfr Carnevale di Ivrea);
  • la maschera non è un oggetto usato per celare la propria identità, al contrario un cosplayer sceglierà sempre un (o più) personaggio al quale si sente di assomigliare, spesso anche fisicamente.
Fondamentale è la realizzazione del costume e degli accessori, che deve essere accuratissima e spesso è molto impegnativa.

Il video è composto da più parti:

  • breve sigla introduttiva nella quale si vedono le vie di Lucca gremite di persone ed alcuni cosplayers;
  • intervista a Yamamoto (ogni cosplayer ha un nome d'arte tratto dalla cultura giapponese o fantasy) per mostrare come una cosplayer vive questa passione e forma d'arte e come si prepara a partecipare al “Lucca Comics&Games 2013”, la più importante rassegna del settore in Italia, seconda in Europa e terza al mondo (dopo il “Comiket” di Tokyo ed il “Festival international de la bande dessinée” di Angoulême in Francia) ma assolutamente unica perchè, a differenza di tutte le altre, si svolge per le strade della città, all'aperto e non al'interno di padiglioni appositi o in luoghi chiusi (palazzetti, capannoni);
  • ampia sezione dedicata alla scelta e rielaborazione del personaggio (il Cappellaio Matto di “Alice nel Paese delle Meraviglie”), sezione nella quale mi sono soffermata sui bozzetti preparatori, sulla realizzazione del costume e degli accessori e sul trucco;
  • riprese della cosplayer per le strade di Lucca, effettuate nelle zone meno frequentate (c'erano 200000 partecipanti, record assoluto dal 1993!) per poterla mettere meglio in risalto;
  • sigla finale con immagini del “Lucca Comics & Games” 2013.

Ho cercato di utilizzare diverse tecniche di ripresa (close up shot, medium shot, long shot, aerial shot, zoom shot, POV, head on shot ), di soffermarmi sui particolari quando possibile ed in fase di montaggio, per rendere più coinvolgente lo scorrere delle immagini, ho inserito musiche e canzoni spesso utilizzate come colonna sonora di sfilate cosplay e videogiochi.
Viola Donarini

http://www.youtube.com/watch?v=BSk_h_wnu1A

13 febbraio 2014

Info laboratorio

Buon giorno, innanzitutto mi scuso se utilizzo questo canale per contattarla (ma non credo di avere il suo indirizzo mail corretto). Lo scorso anno ho seguito il laboratorio, tuttavia, per alcune vicissitudini personali, non ho potuto presentare il video che avevo preparato. Chiedo se può esserci occasione in cui farle visionare il lavoro. La ringrazio per la sua disponibilità,
cordiali saluti, Claudio Gelmi.

12 febbraio 2014

GUSTOLAB Buoni come il pane



Il Forum delle Politiche Sociali di Milano, quest’anno giunto alla sua terza edizione ha presentato, ed è stata inaugurata, tra le altre interessanti proposte una  proposta che coniuga persone con disabilità, inserimento lavorativo e pane. Si tratta dell’iniziativa denominata GUSTOLAB a cura dell’Associazione l’Impronta, giovane e vitale realtà cittadina attiva principalmente nel territorio sud cittadino e attenta alle necessità della città.

GUSTOLAB si pone come proposta innovativa nel panorama cittadino, si tratta di un negozio, una panetteria con annesso laboratorio con una particolarità importante, impiega persone con disabilità in tutte le fasi del processo dalla panificazione alla vendita realizzando in un colpo solo gli obiettivi della promozione e valorizzazione delle capacità delle persone con disabilità attraverso l’elemento pane.
Ancora una volta attraverso il pane ritroviamo la possibilità di realizzare progetti di promozione umana con un alto valore simbolico prima che commerciale. Attraverso la farina, di provenienza BIO acquistata in un mulino del piacentino e la panificazione l’Associazione sarà in grado di impiegare persone che, complice la crisi economica e, troppo spesso la diffidenza e l’incapacità, non troverebbero una collocazione nel competitivo mondo commerciale.

Il pane diventa quindi un veicolo sociale che oltre a sfamare promuove la dignità umana, la valorizza e la pone al centro di un progetto sociale.
Possiamo ben dire che questo progetto sfama due volte, chi compra i prodotti e chi dalla produzione di questi prodotti segna un percorso verso l’inserimento sociale e la dignità umana.