12 ottobre 2012

Politica e Società

Questi due Argomenti ancora oggi molto controversi nella rappresentazione Documentarista, mi affascinano in modo particolare.
Winston parla dei suoi colleghi come affascinati dalla vista poetica di operai al lavoro.

Con Housing Problems (1935) per la prima volta gli Operai acquistano Voce davanti alla telecamera ma in una veste rappresentativa quasi miserevole come a chiedere e supplicare una vita migliore, certo non proprio una rappresentazione edificante.
Ecco qui vedo molto lo schiacciamento del soggetto in assoggettato (Hayes)alla volontà del Regista cosa che non condivido assolutamente, un leit motiv studiato forse per fare presa sul pubblico.

Mentre come già accennato in altri miei post apprezzo la crudezza di Vertov con la sua KINOPRAVDA,  COGLIERE LA VITA IN FLAGRANTE. Secondo il mio parere il suo lavoro si sviluppò sul confine della polemica e del dibattito, sì perché cogliere la vita in flagrante rappresenta per me un buon viatico, mentre l'altra sua affermazione Educare le Masse attraverso il cinema stride un po', inoltre giudicava i Cineasti venditori di anticaglie, quasi a tracciare un confine tra i suoi Documenti Verità e i loro che trasudavano costruzione Artificiosa. 
Vertov ci Parla di "L’uomo con la macchina da presa (1929)" come dimostrazione da parte del Cine-Occhio di vedere ciò che l'uomo non è in grado di vedere, credo qui inteso nel senso di rappresentare, cioè l'uomo quando vede esercita un processo di costruzione di significati densi di pre.concetti, anche qui avrei da obiettare, perchè il posizionamento della telecamera e il soggetto da inquadrare, sono sempre parte di un progetto di un Autore che decide sulla base di sue mappe mentali e domande di ricerca e quindi sempre influenzate da un pre-concetto.   

Venendo a John Grierson, già negli anni Venti aveva intuito che il cinema poteva diventare il mezzo per coinvolgere le masse nazionali, irregimentarle, allo scopo di fargli condividere i progetti economici e politici della classe dirigente. Era convinto  che fosse giusto forzare la mano alla realtà Documentaria se tutto ciò avesse potuto permettere di impossessarsi dello spirito della materia trattata. 
Credo che questo non mi vede d'accordo, rispetto Grierson per i suoi lavori ma non sono d'accordo sulla modalità complessiva, il termine educare le masse con il film, e manipolare il girato a scopi perfezionistici mi mette a disagio, per me cozza terribilmente con la logica del Documentario.

Poi Nichols ci traccia il seguito di un filone avanguardista meno teso verso l'irregimentazione e più orientato alla valorizzazione partecipativa degli operai, rendendoli soggetti attivi del girato.
ci parla di Joris Ivens, olandese, ebbe una formazione politica di sinistra, in linea con la crescente marea antifascista che con le più diverse angolature, coinvolgeva gli intellettuali europei a cavallo tra le due guerre.
riporto le considerazioni di Ivens che poi commento 
Il nostro scopo era quello di evitare degli effetti fotografici gradevoli che distraessero il pubblico dalle verità sgradevoli che stavamo mostrando. Il regista deve essere arrabbiato e indignato nei confronti del degrado e della povertà delle persone prima di trovare l’angolo e la luce giusta per illuminare lo sporco e la verità.”
Secondo Me Ivens se rapportato ai nostri giorni possiamo inserirlo nella categoria giornalista di inchiesta (per esempio Gabanelli con Report), più interessato al reportage del dato di fatto, che non all'estetica della ripresa a tutti i costi perfetta, punta alla piena evidenza dell’oggetto, ad un realismo puro. 
Nichols ci segnala Pioggia di Ivens, l'ho visto, credo che da un punto di vista delle immagini è molto interessante (richiama l'affermazione di Ivens), ma mi sono completamente scollato dalla colonna musicale, sarà anche in linea con l'uggiosità del filmato ma è assolutamente stucchevole, tanto che a metà filmato ho tolto l'audio e mi sono lasciato suggestionare solo dalle immagini, devo dire che è andata meglio.

Ivens collabora anche con Henri Storck in Miseria nel Borinage che ho già commentato in un altro post.
Un Lavoro di una schiettezza interessante, immagini crude e un problema che ancora oggi, nonostante ci si considera paese civile, si ripete, lavoratori sottopagati, cassintegrati senza futuro.
Ovviamente il punto è che allora Ivens e Storck ebbero forza, coraggio e passione, perché questo lavoro gli procurò parecchie critiche a livello governativo, addirittura alcune scene sono girate di nascosto, consiglio la visione di questo documento, è PER ME, un ottimo documento che "coglie la realtà in flagranza" anche se alcune scene sono elaborate insieme agli operai di nascosto, ma quella è purtroppo la cruda realtà di quel momento.
http://video.google.com/videoplay?docid=-2741272937240169803&hl=fr
è un ottimo documentario d'inchiesta.
raccolta degli scarti
 

manifestazione
il duro lavoro nelle gallerie
  


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