1) Cosa ne pensi del fenomeno degli sbarchi a Lampedusa avvenuto negli ultimi
mesi?
2) Per te si tratta veramente di un'emergenza che non si sa come affrontare o
si sta ingigantendo il fenomeno?
3) Quale sarebbe secondo te la soluzione al problema?
4) Cosa ne pensi della reazione che ha avuto ogni regione riguardo al
fenomeno? Secondo te c'è qualche regione che ha dato meno aiuto ai
clandestini?
5) Cosa ne pensi della reazione dei lampedusani e degli italiani all'arrivo
dei clandestini?
6) Pensi che le azioni dei politici nei confronti del problema siano
adeguate?
Il LAMA è uno spazio di riflessione e di sperimentazione nell'ambito delle pratiche audiovisive di rappresentazione dell'esperienza etnografica.
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14 maggio 2011
5 maggio 2011
post di Francesca G.
Ciao a tutti,
Francesca del gruppo "Oltremare" mi ha inviato via mail il seguente commento che posto in vece sua
Grazie Francesca
Sara
LA RIVOLTA DI LAMPEDUSA (tg3) :
http://www.youtube.com/watch?v=jIo1YvUEjrs
INTERVISTA A MIGRANTE TUNISINO:
http://www.youtube.com/watch?v=KYhf-zAYqDo&feature=related
LA RABBIA DEI MIGRANTI:
http://www.youtube.com/watch?v=j0N8EE3ibJM&feature=related
MIGRANTI PULISCONO E RINGRAZIANO LAMPEDUSA:
http://www.youtube.com/watch?v=fQHIMNErmoo&feature=related
La situazione di emergenza che ha travolto Lampedusa ha spaccato l'opinione pubblica in due grossi filoni: c'è chi è solidale con i migranti ed è favorevole ad aiutarli (sperando in un aiuto attivo dell'Europa e del governo) e chi invece è contrario e propone di rispedirli da dove sono venuti.
Inoltre ci sono divisioni anche tra gli stessi migranti che , prima di tutto, si dividono in:
- tunisini, che scappano da una vita povera, senza lavoro e prospettive per il futuro;
- libici, che scappano da una situazione di guerra nella quale l'Italia e buona parte degli stati europei sono schierati per far cadere il regime dittatoriale di Gheddafi.
Ulteriore distinzione nei migranti è data dal modo con cui affrontano lo sbarco a Lampedusa che, nonostante sia visto da tutti come l'inizio di una nuova vita, causa ad alcuni reazioni violente per le situazioni igenico-sanitarie non a norma e quindi chiedono , anche in maniera violenta, un maggiore aiuto e sostentamento dall'Europa e dal governo italiano; c'è chi, invece, nonostante le condizioni di vita sfavorevoli del C.P.T. (centro di permanenza temporaneo) di Lampedusa e del campo nel quale vivevano , prima di essere trasferiti in altri campi di accoglienza hanno indetto una manifestazione per ripulire l'isola e ringraziare l'ospitalità dei lampedusani.
Francesca del gruppo "Oltremare" mi ha inviato via mail il seguente commento che posto in vece sua
Grazie Francesca
Sara
LA RIVOLTA DI LAMPEDUSA (tg3) :
http://www.youtube.com/watch?v=jIo1YvUEjrs
INTERVISTA A MIGRANTE TUNISINO:
http://www.youtube.com/watch?v=KYhf-zAYqDo&feature=related
LA RABBIA DEI MIGRANTI:
http://www.youtube.com/watch?v=j0N8EE3ibJM&feature=related
MIGRANTI PULISCONO E RINGRAZIANO LAMPEDUSA:
http://www.youtube.com/watch?v=fQHIMNErmoo&feature=related
La situazione di emergenza che ha travolto Lampedusa ha spaccato l'opinione pubblica in due grossi filoni: c'è chi è solidale con i migranti ed è favorevole ad aiutarli (sperando in un aiuto attivo dell'Europa e del governo) e chi invece è contrario e propone di rispedirli da dove sono venuti.
Inoltre ci sono divisioni anche tra gli stessi migranti che , prima di tutto, si dividono in:
- tunisini, che scappano da una vita povera, senza lavoro e prospettive per il futuro;
- libici, che scappano da una situazione di guerra nella quale l'Italia e buona parte degli stati europei sono schierati per far cadere il regime dittatoriale di Gheddafi.
Ulteriore distinzione nei migranti è data dal modo con cui affrontano lo sbarco a Lampedusa che, nonostante sia visto da tutti come l'inizio di una nuova vita, causa ad alcuni reazioni violente per le situazioni igenico-sanitarie non a norma e quindi chiedono , anche in maniera violenta, un maggiore aiuto e sostentamento dall'Europa e dal governo italiano; c'è chi, invece, nonostante le condizioni di vita sfavorevoli del C.P.T. (centro di permanenza temporaneo) di Lampedusa e del campo nel quale vivevano , prima di essere trasferiti in altri campi di accoglienza hanno indetto una manifestazione per ripulire l'isola e ringraziare l'ospitalità dei lampedusani.
Schema + breve riassunto tema emergenza a Lampedusa
1)Definizione del fenomeno e concetto di emergenza
Parla il ministro della salute Fazio:“Da febbraio ad oggi sono sbarcati in Italia circa 27 mila tra profughi e immigrati clandestini, di cui circa l'80% tunisini e il restante 20% appartenente a nazionalità diverse, sia nordafricane che sub-sahariane”. In particolare Fazio ha fatto notare come le isole italiane siano le mete più frequenti di questi flussi, come dimostrato dai dati citati dal ministro e riferiti a poche settimane fa, che confrontano il numero di immigrati sbarcati sulle coste italiane (22.861) con quelli sbarcati in Grecia (5.281) e a Malta (819). “A Lampedusa – ha ricordato Fazio – si è creata una situazione tale che i migranti presenti erano 8.000 a fronte di una popolazione residente sull’isola pari a 5.000 persone. L’isola non poteva essere pronta ad ospitare una popolazione pari ad oltre il doppio di quella residente”.
Fazio ha posto all’attenzione dei delegati internazionali tre criticità a cui prestare la massima attenzione: il sovraffollamento della popolazione nei lughi di accoglienza, appunto, e poi “l’interruzione di terapie a lungo termine da parte degli immigrati malati cronici” e “le differenze epidemiologiche tra i Paesi di origine e Paese di approdo, e quindi il rischio di estensione di patologie infettive in altri Paesi”. A tale proposito il ministro ha evidenziato come la prevalenza della tubercolosi in Tunisia, nel 2009, sia stata pari al 23% contro il 7% dell’Italia. (Fonte il QS Quotidiano Sanità del 13 aprile 2011).
Da una settimana non si avvistavano più barconi diretti verso Lampedusa. Ma oggi la tregua è finita. La Guardia Costiera ha segnalato due barconi in arrivo nel Canale di Sicilia, una ventina di miglia a sud dell'isola: sulla prima imbarcazione ci sono circa 250 profughi subsahariani; sulla seconda, più lontana, una cinquantina di tunisini.I nuovi sbarchi sono previsti per oggi pomeriggio, dopo che le motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza andranno in loro soccorso.
"In Italia non c'è emergenza immigrati"
Intanto l'Unione europea smentisce l'Italia: dopo mesi di allarmismo leghista, Cecilia Malmstroem, commissario Ue agli Affari Interni, ha dichiarato ieri a Bruxelles l'inesistenza di un'emergenza immigrazione nel nostro Paese così ingestibile da dover invocare regole speciali dell’Unione europea o la redistribuzione dei rifugiati. La dichiarazione ha convinto anche il premier Silvio Berlusconi, che ieri a “Porta a Porta” si è smarcato dalle tesi leghiste e ha affermato che "siamo un Paese di 60 milioni di abitanti e non dobbiamo avere paura dell’arrivo di qualche migliaio di persone".
Aspettando una strategia europea per il futuro del Nord Africa
Non siamo dunque in una sistuazione allarmante sul fronte immigrati. Semmai, ha evidenziato Benhammou, il problema è rappresentato dall' "immigrazione che avviene all'interno: centinaia di migliaia di egiziani, tunisini e marocchini che vivevano in Libia, prima della guerra adesso stanno tornando nei loro paesi di origine e questo crea
numerosi problemi perche' i paesi del Maghreb si trovano ad accogliere questi migranti". Secondo il docente universitario il Mediterraneo è diventato una sorta di punto d'incontro: "Per questo, soprattutto dal punto di vista umanitario, è importantissima la cooperazione tra l'Europa e gli stati del Nordafrica". (Fonte Rai News 24 del 5 maggio 2011).
2) Risoluzione adottata dall'Italia e dalle singole regioni al problema
Per l'emergenza clandestini a Lampedusa, il governo ha preso la decisione di smistare gli immigrati nel resto d'Italia.
I presidenti delle regioni Veneto, Piemonte e Lombardia, hanno reso esplicito il loro dissenso per la costruzione di tendopoli.
Invece l'appoggio, quasi forzato, è arrivato da varie regioni del centro e sud Italia, per esempio, dalla Puglia, con l'allestimento della tendopoli a Manduria(Ta) e la Sicilia che ospita immigrati a Trapani e a Caltanissetta.
In Campania a Santa Maria Capua Vetere(Ce) sono stati stanziati 470 immigrati, altri 500 sono stati trasferiti in Basilicata a Palazzo San Gervasio(Po) e ulteriori 500, sono stati ospitati dalla Toscana (in un ex ospedale nel pisano e in un ex ospedale a Careggi). In Liguria ne sono stati ospetati diversi anche a Ventimiglia.
Da questo quadro d'insieme, è evidente come la situazione dell'emergenza clandestini è stata gestita in modo differente da regione a regione. (Fonte il Corriere della sera del 5 aprile 2011).
3)Cosa ne pensano i politici
L'intenzione del governo è di dislocare in tutta Italia le strutture per accogliere i 22mila tunisini. Dopo l'incontro a Palazzo Chigi per raccontare la telefonata tra il presidente francese Sarkozy e Berlusconi si è arrivati alla soluzione (poco condivisa dalla Lega) di fornire permessi di soggiorno temporanei capaci di consentire ai clandestini i ricongiungimenti familiari. Il senatore Borghezio si è dimostrato contrario: "Allargare le maglie dello status di rifugiato sarebbe un errore perchè potrebbe aprire le porte al rischio di un arrivo incontrollato di migranti". Il 4 aprile il premier Berlusconi è andato a Tunisi con lo scopo di ottenere previo supporto economico, il pattugliamento dei porti di imbarco e il riaccoglimento di quanti sono arrivati da noi. Il 5 aprile si viene a conoscenza che l'accordo tra Berluscono e la Tunisia è stato rinviato perchè all'esecutivo provvisorio Beji Caid Essebsi non basta l'equazione più soldi, meno immigrati. Tunisi non è disposta ad accogliere più di 50, al massimo 100 immigrati alla settimana. Il governo italiano chiede invece che almeno mille immigrati clandestini siano riaccolti in tempi ragionevoli. Sempre il 5 aprile tocca al ministro degli interni Maroni andare a Tunisi per firmare l'intesa. (Fonti il Giorno del 4 aprile 2011 e il Corriere della Sera del 5 aprile 2011)
4)Le opinioni generali degli italiani e degli immigrati riguardo al fenomeno
Sicuramente il fenomeno da parte dei lampedusani non è stato visto in maniera molto positiva: il 29 marzo dopo che sono arrivati fino a quel giorno 19 mila migranti; i lampedusani sono esplosi in una rivolta. Gli uomini allargavano striscioni con scritto: "Basta siamo pieni". Per quanto riguarda gli immigrati riusciamo a capire da alcune loro storie di vita i motivi della loro partenza dal paese di origine. Uko nigeriano di 29 anni se nè andato dalla Libia perchè non voleva combattere contro i ribelli libici. Dice: "Se non combatti ti possono uccidere i fedeli a Gheddafi. SE ti vedono gli altri pensano che sei un nemico." Karim invece, arriva dal Sudan dove faceva parte del Fronte di Liberazione del Darfur che combatte contro Al-Bashir presidente del Sudan condannato per crimini di guerra e per crimini contro l'umanità. Adesso Karim sogna la Francia. (Fonte la Repubblica del 29 marzo 2011 e il Corriere della Sera del 7 aprile 2011)
Parla il ministro della salute Fazio:“Da febbraio ad oggi sono sbarcati in Italia circa 27 mila tra profughi e immigrati clandestini, di cui circa l'80% tunisini e il restante 20% appartenente a nazionalità diverse, sia nordafricane che sub-sahariane”. In particolare Fazio ha fatto notare come le isole italiane siano le mete più frequenti di questi flussi, come dimostrato dai dati citati dal ministro e riferiti a poche settimane fa, che confrontano il numero di immigrati sbarcati sulle coste italiane (22.861) con quelli sbarcati in Grecia (5.281) e a Malta (819). “A Lampedusa – ha ricordato Fazio – si è creata una situazione tale che i migranti presenti erano 8.000 a fronte di una popolazione residente sull’isola pari a 5.000 persone. L’isola non poteva essere pronta ad ospitare una popolazione pari ad oltre il doppio di quella residente”.
Fazio ha posto all’attenzione dei delegati internazionali tre criticità a cui prestare la massima attenzione: il sovraffollamento della popolazione nei lughi di accoglienza, appunto, e poi “l’interruzione di terapie a lungo termine da parte degli immigrati malati cronici” e “le differenze epidemiologiche tra i Paesi di origine e Paese di approdo, e quindi il rischio di estensione di patologie infettive in altri Paesi”. A tale proposito il ministro ha evidenziato come la prevalenza della tubercolosi in Tunisia, nel 2009, sia stata pari al 23% contro il 7% dell’Italia. (Fonte il QS Quotidiano Sanità del 13 aprile 2011).
Da una settimana non si avvistavano più barconi diretti verso Lampedusa. Ma oggi la tregua è finita. La Guardia Costiera ha segnalato due barconi in arrivo nel Canale di Sicilia, una ventina di miglia a sud dell'isola: sulla prima imbarcazione ci sono circa 250 profughi subsahariani; sulla seconda, più lontana, una cinquantina di tunisini.I nuovi sbarchi sono previsti per oggi pomeriggio, dopo che le motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza andranno in loro soccorso.
"In Italia non c'è emergenza immigrati"
Intanto l'Unione europea smentisce l'Italia: dopo mesi di allarmismo leghista, Cecilia Malmstroem, commissario Ue agli Affari Interni, ha dichiarato ieri a Bruxelles l'inesistenza di un'emergenza immigrazione nel nostro Paese così ingestibile da dover invocare regole speciali dell’Unione europea o la redistribuzione dei rifugiati. La dichiarazione ha convinto anche il premier Silvio Berlusconi, che ieri a “Porta a Porta” si è smarcato dalle tesi leghiste e ha affermato che "siamo un Paese di 60 milioni di abitanti e non dobbiamo avere paura dell’arrivo di qualche migliaio di persone".
Aspettando una strategia europea per il futuro del Nord Africa
Non siamo dunque in una sistuazione allarmante sul fronte immigrati. Semmai, ha evidenziato Benhammou, il problema è rappresentato dall' "immigrazione che avviene all'interno: centinaia di migliaia di egiziani, tunisini e marocchini che vivevano in Libia, prima della guerra adesso stanno tornando nei loro paesi di origine e questo crea
numerosi problemi perche' i paesi del Maghreb si trovano ad accogliere questi migranti". Secondo il docente universitario il Mediterraneo è diventato una sorta di punto d'incontro: "Per questo, soprattutto dal punto di vista umanitario, è importantissima la cooperazione tra l'Europa e gli stati del Nordafrica". (Fonte Rai News 24 del 5 maggio 2011).
2) Risoluzione adottata dall'Italia e dalle singole regioni al problema
Per l'emergenza clandestini a Lampedusa, il governo ha preso la decisione di smistare gli immigrati nel resto d'Italia.
I presidenti delle regioni Veneto, Piemonte e Lombardia, hanno reso esplicito il loro dissenso per la costruzione di tendopoli.
Invece l'appoggio, quasi forzato, è arrivato da varie regioni del centro e sud Italia, per esempio, dalla Puglia, con l'allestimento della tendopoli a Manduria(Ta) e la Sicilia che ospita immigrati a Trapani e a Caltanissetta.
In Campania a Santa Maria Capua Vetere(Ce) sono stati stanziati 470 immigrati, altri 500 sono stati trasferiti in Basilicata a Palazzo San Gervasio(Po) e ulteriori 500, sono stati ospitati dalla Toscana (in un ex ospedale nel pisano e in un ex ospedale a Careggi). In Liguria ne sono stati ospetati diversi anche a Ventimiglia.
Da questo quadro d'insieme, è evidente come la situazione dell'emergenza clandestini è stata gestita in modo differente da regione a regione. (Fonte il Corriere della sera del 5 aprile 2011).
3)Cosa ne pensano i politici
L'intenzione del governo è di dislocare in tutta Italia le strutture per accogliere i 22mila tunisini. Dopo l'incontro a Palazzo Chigi per raccontare la telefonata tra il presidente francese Sarkozy e Berlusconi si è arrivati alla soluzione (poco condivisa dalla Lega) di fornire permessi di soggiorno temporanei capaci di consentire ai clandestini i ricongiungimenti familiari. Il senatore Borghezio si è dimostrato contrario: "Allargare le maglie dello status di rifugiato sarebbe un errore perchè potrebbe aprire le porte al rischio di un arrivo incontrollato di migranti". Il 4 aprile il premier Berlusconi è andato a Tunisi con lo scopo di ottenere previo supporto economico, il pattugliamento dei porti di imbarco e il riaccoglimento di quanti sono arrivati da noi. Il 5 aprile si viene a conoscenza che l'accordo tra Berluscono e la Tunisia è stato rinviato perchè all'esecutivo provvisorio Beji Caid Essebsi non basta l'equazione più soldi, meno immigrati. Tunisi non è disposta ad accogliere più di 50, al massimo 100 immigrati alla settimana. Il governo italiano chiede invece che almeno mille immigrati clandestini siano riaccolti in tempi ragionevoli. Sempre il 5 aprile tocca al ministro degli interni Maroni andare a Tunisi per firmare l'intesa. (Fonti il Giorno del 4 aprile 2011 e il Corriere della Sera del 5 aprile 2011)
4)Le opinioni generali degli italiani e degli immigrati riguardo al fenomeno
Sicuramente il fenomeno da parte dei lampedusani non è stato visto in maniera molto positiva: il 29 marzo dopo che sono arrivati fino a quel giorno 19 mila migranti; i lampedusani sono esplosi in una rivolta. Gli uomini allargavano striscioni con scritto: "Basta siamo pieni". Per quanto riguarda gli immigrati riusciamo a capire da alcune loro storie di vita i motivi della loro partenza dal paese di origine. Uko nigeriano di 29 anni se nè andato dalla Libia perchè non voleva combattere contro i ribelli libici. Dice: "Se non combatti ti possono uccidere i fedeli a Gheddafi. SE ti vedono gli altri pensano che sei un nemico." Karim invece, arriva dal Sudan dove faceva parte del Fronte di Liberazione del Darfur che combatte contro Al-Bashir presidente del Sudan condannato per crimini di guerra e per crimini contro l'umanità. Adesso Karim sogna la Francia. (Fonte la Repubblica del 29 marzo 2011 e il Corriere della Sera del 7 aprile 2011)
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Laboratorio di etnografia 2011,
Oltremare
1 maggio 2011
fase 2
Ciao a tutti,
innanzitutto un piccolo resume degli spunti teorici trattati a lezione su Foucault e la sua analisi delle formazioni discorsive (sintesi del resume effettuato da Stuart Hall nel testo,Represenation: Cultural
Representations and Signifying Practices):
- Per discorso F. intende un gruppo di frasi che forniscono un linguaggio per parlare di un particolare tema in un momento storico: la produzione di conoscenza /sapere attraverso il linguaggio.
- in quanto caratteristico di un modo di pensare e dello stato delle conoscenze in un determinato periodo su un tema, appare in una serie di testi, come forma di condotta, in un numero di luoghi istituzionali nella società.
- Quando diversi eventi discorsivi ( pratiche) si rifersicono allo stesso oggetto, condividono uno stesso stile e supportano una strategia…(amministrativa, politica, istituzionale) allora secondo F. appertengono alla stessa formazione discorsiva.
- L’idea che le cose e le azioni esistono ma assumono significato e divengono oggetti di conoscenza nel discorso.
- Le forme di potere e conoscenza sono contestuali e storiche, la produzione di conoscenza è sempre interrelata con la questione del potere e del corpo e questo espande enormemente la nozione di rappresentazione
Abbiamo cercato di utilizzare la nozione di formazione discorsiva applicandola al soggetto della conoscenza "straniero" e alle analisi effettuate sui media dal gruppo oltremare cercando di specificare come lo scenario/immaginario sul tema ad oggetto venisse costruito attraverso il discorso che ne parla, lo racconta, lo definisce e lo produce come oggetto di discorsi a vari gradi e livelli.....lo rende riconoscibile!
Siamo entrati nella fase di traduzione dei temi da voi isolati nelle domande o, se vogliamo, questioni che costituiranno il vostro oggetto di ricerca.
Alcuni di voi non hanno ancora postato la sintesi delle analisi effettuate nella fase 1; fatelo al più presto in modo che io possa darvi, eventualmente, una mano e capire la direzione che sta assumendo il vostro lavoro.
Valga per tutti l'esempio del gruppo "il gran sole di Fukushima" che sta lavorando molto bene: dalle analisi da loro svolte è emerso un trattamento differenziale delle informazioni in relazione alle diverse tipologie di media prese in considerazione.
da un lato le testate nazionale che, come la vostra collega ha felicemente sintetizzato, raccontano gli eventi in modo "solido", scientifico e scevro da segnali di allarmismo e panico, e, dall'altro i blog et al con un carattere all'opposto fortemente emotivo e intriso di una serie di nozioni culturali che vengono presentate come essenziali per comprendere il vissuto della collettività giapponese in riferimento al disastro ecologico....( loro ce lo spiegheranno senz'altro meglio).
I vostri colleghi si sono recati da soggetti giapponesi a Milano che utilizzando le testate nazionali per informarsi sull'andamento del tema in patria chiedendo loro di auitarle nella traduzione del giapponese e raccogliendo, in questo modo, preziose info contestuali sul modo in cui interpretano le info dei giornali e di danno a queste un senso.....
questo esempio mi pare un ottimo modo attraverso il quale utilizzare i media come oggetto e come strumento di ricerca. è un esempio semplice e concreto del come potete procedere con il vostro lavoro di campo.
A questo punto un modo concreto e fertile di continuare il loro lavoro potrebbe essere, come discusso a lezione, il seguente:
disquisire con i soggetti - a partire dai materiali blog e testate nazionali - su questa differenza nel trattamento delle info e confrontarsi con ciò che i soggetti pensano di questa...e delle dimensioni culturali che i blog da loro analizzati ritengono essenziali....
Un ultimo avvertimento:
- evitare le generalizzazioni indebite ma discutere solo di ciò che potete sostenere razionalmente a partire dai vostri dati e dalle vostre analisi....ad ogni generalizzazione chiedetevi se siete in grado di compierla( in base a cosa la avanzate) e qualora vi rendete conto che non lo siete: barratele
- non assumete che i soggetti siano rappresentativi di insieme più ampi = la mia opinione non è di necessità rappresentativa di ciò che gli italiani pensano su qual si voglia tema.....giusto per capirci.
- basatevi su ciò che avete in mano in modo semplice, concreto e-quindi- eficcace. Poco ma buono e razionalmente sensato, piuttosto che tanto, confuso e di nessuna utilità.
se ci sono domande in relazione al vostro lavoro e avete difficoltà ad interagire via blog scrivetemi una mail che appena riesco vi rispondo.
Buon lavoro
N.B. Molto bene anche il gruppo che analizza le testate nazionali italiane in riferimento al disastro ecologico in giappone. Ho trovato i vostri rilievi sul carattere "samuraico"(immaginario) attribuito ai giapponesi di grande interesse.
sara
innanzitutto un piccolo resume degli spunti teorici trattati a lezione su Foucault e la sua analisi delle formazioni discorsive (sintesi del resume effettuato da Stuart Hall nel testo,Represenation: Cultural
Representations and Signifying Practices):
- Per discorso F. intende un gruppo di frasi che forniscono un linguaggio per parlare di un particolare tema in un momento storico: la produzione di conoscenza /sapere attraverso il linguaggio.
- in quanto caratteristico di un modo di pensare e dello stato delle conoscenze in un determinato periodo su un tema, appare in una serie di testi, come forma di condotta, in un numero di luoghi istituzionali nella società.
- Quando diversi eventi discorsivi ( pratiche) si rifersicono allo stesso oggetto, condividono uno stesso stile e supportano una strategia…(amministrativa, politica, istituzionale) allora secondo F. appertengono alla stessa formazione discorsiva.
- L’idea che le cose e le azioni esistono ma assumono significato e divengono oggetti di conoscenza nel discorso.
- Le forme di potere e conoscenza sono contestuali e storiche, la produzione di conoscenza è sempre interrelata con la questione del potere e del corpo e questo espande enormemente la nozione di rappresentazione
Abbiamo cercato di utilizzare la nozione di formazione discorsiva applicandola al soggetto della conoscenza "straniero" e alle analisi effettuate sui media dal gruppo oltremare cercando di specificare come lo scenario/immaginario sul tema ad oggetto venisse costruito attraverso il discorso che ne parla, lo racconta, lo definisce e lo produce come oggetto di discorsi a vari gradi e livelli.....lo rende riconoscibile!
Siamo entrati nella fase di traduzione dei temi da voi isolati nelle domande o, se vogliamo, questioni che costituiranno il vostro oggetto di ricerca.
Alcuni di voi non hanno ancora postato la sintesi delle analisi effettuate nella fase 1; fatelo al più presto in modo che io possa darvi, eventualmente, una mano e capire la direzione che sta assumendo il vostro lavoro.
Valga per tutti l'esempio del gruppo "il gran sole di Fukushima" che sta lavorando molto bene: dalle analisi da loro svolte è emerso un trattamento differenziale delle informazioni in relazione alle diverse tipologie di media prese in considerazione.
da un lato le testate nazionale che, come la vostra collega ha felicemente sintetizzato, raccontano gli eventi in modo "solido", scientifico e scevro da segnali di allarmismo e panico, e, dall'altro i blog et al con un carattere all'opposto fortemente emotivo e intriso di una serie di nozioni culturali che vengono presentate come essenziali per comprendere il vissuto della collettività giapponese in riferimento al disastro ecologico....( loro ce lo spiegheranno senz'altro meglio).
I vostri colleghi si sono recati da soggetti giapponesi a Milano che utilizzando le testate nazionali per informarsi sull'andamento del tema in patria chiedendo loro di auitarle nella traduzione del giapponese e raccogliendo, in questo modo, preziose info contestuali sul modo in cui interpretano le info dei giornali e di danno a queste un senso.....
questo esempio mi pare un ottimo modo attraverso il quale utilizzare i media come oggetto e come strumento di ricerca. è un esempio semplice e concreto del come potete procedere con il vostro lavoro di campo.
A questo punto un modo concreto e fertile di continuare il loro lavoro potrebbe essere, come discusso a lezione, il seguente:
disquisire con i soggetti - a partire dai materiali blog e testate nazionali - su questa differenza nel trattamento delle info e confrontarsi con ciò che i soggetti pensano di questa...e delle dimensioni culturali che i blog da loro analizzati ritengono essenziali....
Un ultimo avvertimento:
- evitare le generalizzazioni indebite ma discutere solo di ciò che potete sostenere razionalmente a partire dai vostri dati e dalle vostre analisi....ad ogni generalizzazione chiedetevi se siete in grado di compierla( in base a cosa la avanzate) e qualora vi rendete conto che non lo siete: barratele
- non assumete che i soggetti siano rappresentativi di insieme più ampi = la mia opinione non è di necessità rappresentativa di ciò che gli italiani pensano su qual si voglia tema.....giusto per capirci.
- basatevi su ciò che avete in mano in modo semplice, concreto e-quindi- eficcace. Poco ma buono e razionalmente sensato, piuttosto che tanto, confuso e di nessuna utilità.
se ci sono domande in relazione al vostro lavoro e avete difficoltà ad interagire via blog scrivetemi una mail che appena riesco vi rispondo.
Buon lavoro
N.B. Molto bene anche il gruppo che analizza le testate nazionali italiane in riferimento al disastro ecologico in giappone. Ho trovato i vostri rilievi sul carattere "samuraico"(immaginario) attribuito ai giapponesi di grande interesse.
sara
26 aprile 2011
Emergenza a Lampedusa...cosa ne pensano i politici
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano considera la situazione che si è creata a Lampedusa «inaccettabile» e fa appello a tutte le regioni affinché aiutino l'isola siciliana accogliendo gran parte degli immigrati.
Napolitano dice ancora: «È un'emergenza che tutta l'Europa deve sentire come propria. Bisogna intensificare l'afflusso di mezzi che possano portare via da lì gran parte degli sbarcati».
Di fronte ad una situazione come questa «non può l'Italia, non possono le singole Regioni, dare uno spettacolo di incertezza e divisione. Lancio un appello allo spirito di solidarietà e coesione che si deve mantenere. Non è possibile che in una regione si accettino sacrifici e in un'altra no».
Bossi usa un'espressione dialettale lombarda - «foeura di ball» - per rispondere ai cronisti a Montecitorio che gli chiedevano quale sia la soluzione per l'emergenza immigrati a Lampedusa a causa dell'esodo dal Nord Africa.Poi, sottolinea: «Nessuna regione è contenta di prendere gli immigrati, la prima cosa da fare è farli partire dall'isola e portarli a casa loro».
Napolitano dice ancora: «È un'emergenza che tutta l'Europa deve sentire come propria. Bisogna intensificare l'afflusso di mezzi che possano portare via da lì gran parte degli sbarcati».
Di fronte ad una situazione come questa «non può l'Italia, non possono le singole Regioni, dare uno spettacolo di incertezza e divisione. Lancio un appello allo spirito di solidarietà e coesione che si deve mantenere. Non è possibile che in una regione si accettino sacrifici e in un'altra no».
Bossi usa un'espressione dialettale lombarda - «foeura di ball» - per rispondere ai cronisti a Montecitorio che gli chiedevano quale sia la soluzione per l'emergenza immigrati a Lampedusa a causa dell'esodo dal Nord Africa.Poi, sottolinea: «Nessuna regione è contenta di prendere gli immigrati, la prima cosa da fare è farli partire dall'isola e portarli a casa loro».
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Laboratorio di etnografia 2011,
Oltremare
19 aprile 2011
lezione 15/04/2011
Ciao a tutti,
un piccolo resume per tutti dell'ultima lezione:
- lavoro di gruppo sui materiali raccolti in riferimento al tema in oggetto
- introduzione teorica ai primi due capitoli del testo di B. Anderson, Comunità immaginate, durante il quale ci siamo soffermati sulle radici culturali dell'immaginario nazionale (comunità religiose e regno dinastico)al fine di comprendere i cambiamenti radicali avvenuti nella percezione individuale e collettiva del tempo e dello spazio. Per l'autore del testo l'interazione tra il sistema di produzione (e le relazioni sociali)del capitalismo con la stampa, in quanto tecnologia della comunicazione, è al centro dei cambiamenti che hanno reso immaginabile la configurazione della nazione. Abbiamo esplorato le convenzioni letterarie del giornale al fine di comprendere la nozione di simultaneità in un tempo pensato come vuoto ed omogeneo, un tempo che scorre in avanti, che ci permette di immaginarci come cittadini senza conoscere personalmente la maggioranza dei soggetti che si riconoscono come tali. Abbiamo seguito l'autore nella sua interpretazione delle relazioni tra mercato e stampa: la lettura quotidiana del periodico come cerimonia di massa che ci accoumuna al resto dei cittadini ogni giorno.
infine ci siamo soffermati sull'importanza della tipologia delle relazioni sociali che si costituiscono attraverso la fruizione dei media versus il contenuto dei media stessi.
- i referenti hanno restituito sinteticamente l'andamento dei lavori di analisi che state svolgendo sui materiali mediatici raccolti.
E' mancato il tempo per sentire tutti, ci siamo quindi lasciati con l'obbiettivo di terminare e concludere le analisi dei materiali avviata per il 29 di Aprile e di utilizzare il blog per aggiornarci/mi sull'andamento del lavoro.
La lezione di settimana prox è sospesa per le festività pasquali.
Un caro saluto,
Sara
un piccolo resume per tutti dell'ultima lezione:
- lavoro di gruppo sui materiali raccolti in riferimento al tema in oggetto
- introduzione teorica ai primi due capitoli del testo di B. Anderson, Comunità immaginate, durante il quale ci siamo soffermati sulle radici culturali dell'immaginario nazionale (comunità religiose e regno dinastico)al fine di comprendere i cambiamenti radicali avvenuti nella percezione individuale e collettiva del tempo e dello spazio. Per l'autore del testo l'interazione tra il sistema di produzione (e le relazioni sociali)del capitalismo con la stampa, in quanto tecnologia della comunicazione, è al centro dei cambiamenti che hanno reso immaginabile la configurazione della nazione. Abbiamo esplorato le convenzioni letterarie del giornale al fine di comprendere la nozione di simultaneità in un tempo pensato come vuoto ed omogeneo, un tempo che scorre in avanti, che ci permette di immaginarci come cittadini senza conoscere personalmente la maggioranza dei soggetti che si riconoscono come tali. Abbiamo seguito l'autore nella sua interpretazione delle relazioni tra mercato e stampa: la lettura quotidiana del periodico come cerimonia di massa che ci accoumuna al resto dei cittadini ogni giorno.
infine ci siamo soffermati sull'importanza della tipologia delle relazioni sociali che si costituiscono attraverso la fruizione dei media versus il contenuto dei media stessi.
- i referenti hanno restituito sinteticamente l'andamento dei lavori di analisi che state svolgendo sui materiali mediatici raccolti.
E' mancato il tempo per sentire tutti, ci siamo quindi lasciati con l'obbiettivo di terminare e concludere le analisi dei materiali avviata per il 29 di Aprile e di utilizzare il blog per aggiornarci/mi sull'andamento del lavoro.
La lezione di settimana prox è sospesa per le festività pasquali.
Un caro saluto,
Sara
10 aprile 2011
lezione 8/04/11
Ciao a tutti,
abbiamo affrontato un'introduzione teorica sulla nozione di rappresentazione a partire dai contributi dell'autore Stuart Hall (The work of representation) che sintetizzo nel modo seguente:
1. la rappresentazione in quanto pratica (lavoro) di significazione culturale
2. se il significato non è qualcosa di fisato in natura, ma è il prodotto delle nostre convenzioni linguistiche, culturali e sociali, allora il significato non può mai essere fissato una volta per tutte.
3. le parole trasportano differenti sgnificati, ci deve essere qualche fissazione nel significato ma non è possibile fissare un significato finale o assoluto. Le convenzioni sociali e lingustiche cambiano infatti nel tempo e nello spazio (esempio: utenti per pazienti), le parole fuoriescono dall'uso comune e nuove frasi (luoghi comuni o espressioni) nascono.
4. il significato è costruito e prodotto: è una costruzione socioculturale
Dopo la visione di alcuni spezzoni del film di Spike Lee, Bamboozled, che ci hanno consentito di operativizzare le nozioni apprese attravero l'elaborazione proposta dal registo sul significante "nero" abbiamo lavorato in gruppo.
A partire dai materiali mediatici da voi raccolti nelle precedenti settimante, i diversi gruppi hanno iniziato ad analizzare il tipo di trattamento delle informazioni (tema della ricerca) a livello mediatico allo scopo di:
- individuare le differenti interpretazioni date agli eventi in oggetto
- i valori ideologici in gioco
- le modalità attraverso le quali l'evento si trasforma in racconto
Avete scelto il nome del gruppo (che inserirò in qualità di tag nel presente post) e il referente
- Oltremare: Silvia cazzaniga (silvia.cazzaniga@alice.it)
- Il gran sole di Fukushima: Federica Nobile (fednob90@gmail.com)
- Media e rivoluzione egiziana: Silvia Hassouna(s.hassouna@campus.unimib.it)
- La natura oltre la tecnologia: Ester Avolio(e.avolio@campus.unimib.it)+ Salmaso Serena(s.salmaso@campus.unimib.it
il mandato per questa settimana è quello di proseguire con questo lavoro e, una volta isolate euristicamente le diverse interpretazioni date dai media ai fenomeni in oggetto, postare le vostre analisi via blog rispettando la tipologia delle etichette ( nomi) che avete scelto per il vostro gruppo al fine di utilizzare al meglio questo strumento (blog) di interazione e scambio.
E' tutto per ora, buon lavoro
abbiamo affrontato un'introduzione teorica sulla nozione di rappresentazione a partire dai contributi dell'autore Stuart Hall (The work of representation) che sintetizzo nel modo seguente:
1. la rappresentazione in quanto pratica (lavoro) di significazione culturale
2. se il significato non è qualcosa di fisato in natura, ma è il prodotto delle nostre convenzioni linguistiche, culturali e sociali, allora il significato non può mai essere fissato una volta per tutte.
3. le parole trasportano differenti sgnificati, ci deve essere qualche fissazione nel significato ma non è possibile fissare un significato finale o assoluto. Le convenzioni sociali e lingustiche cambiano infatti nel tempo e nello spazio (esempio: utenti per pazienti), le parole fuoriescono dall'uso comune e nuove frasi (luoghi comuni o espressioni) nascono.
4. il significato è costruito e prodotto: è una costruzione socioculturale
Dopo la visione di alcuni spezzoni del film di Spike Lee, Bamboozled, che ci hanno consentito di operativizzare le nozioni apprese attravero l'elaborazione proposta dal registo sul significante "nero" abbiamo lavorato in gruppo.
A partire dai materiali mediatici da voi raccolti nelle precedenti settimante, i diversi gruppi hanno iniziato ad analizzare il tipo di trattamento delle informazioni (tema della ricerca) a livello mediatico allo scopo di:
- individuare le differenti interpretazioni date agli eventi in oggetto
- i valori ideologici in gioco
- le modalità attraverso le quali l'evento si trasforma in racconto
Avete scelto il nome del gruppo (che inserirò in qualità di tag nel presente post) e il referente
- Oltremare: Silvia cazzaniga (silvia.cazzaniga@alice.it)
- Il gran sole di Fukushima: Federica Nobile (fednob90@gmail.com)
- Media e rivoluzione egiziana: Silvia Hassouna(s.hassouna@campus.unimib.it)
- La natura oltre la tecnologia: Ester Avolio(e.avolio@campus.unimib.it)+ Salmaso Serena(s.salmaso@campus.unimib.it
il mandato per questa settimana è quello di proseguire con questo lavoro e, una volta isolate euristicamente le diverse interpretazioni date dai media ai fenomeni in oggetto, postare le vostre analisi via blog rispettando la tipologia delle etichette ( nomi) che avete scelto per il vostro gruppo al fine di utilizzare al meglio questo strumento (blog) di interazione e scambio.
E' tutto per ora, buon lavoro
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