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4 gennaio 2014

Gli abitanti di Fikirtepe

Cara Sara e tutti,
ecco un aggiornamento del mio lavoro qui a Istanbul. Purtroppo, ribadisco, non avendo un programma di montaggio serio qui con me, spesso la rielaborazione dei filmati è un vero e proprio incubo. Mettere i sottotitoli per esempio. Perdonatemi la scelta becera di mettere dei titoli a scorrimento all'inizio, ma con iMovie è una vera sofferenza. Naturalmente non c'è nulla di preciso, è solo per dare un'idea.
Nella fase seria di montaggio la durata delle immagini e la loro qualità sarà scelta con più cura. Spero che non sia di troppo ardua visione e che riceverò di nuovo preziosissimi consigli!
Le donne velate non si fanno riprendere, ma io non trovo male questa soluzione di far scorrere sotto la loro voce le immagini della casa. Ho altre interviste a persone che per ora sono ancora a Fikirtepe. Sto raccogliendo immagini ambientali, che rappresentino il cambiamento. Per esempio ogni casa ha come un'etichetta, un pannello, con il nome della compagnia edilizia con cui è stato fatto l'accordo di cessione del terreno. Pensavo di metterle in sequenza. Sto cercando di mettermi in contatto con quelli che non hanno più la casa nel quartiere e si sono trasferiti in affitto altrove, ma forse non saranno più di due (se tutto va bene!). Alla prossima e buon lavoro a tutti!



8 dicembre 2013

Primi girati da Fikirtepe!


Questi sono i primi girati fatti a Fikirtepe (Istanbul), dove le demolizioni stanno continuando. Nel montaggio provvisorio (fatto con iMovie, che il mostro -Final Cut- dorme nel computer a Milano), talmente provvisorio che ho dimenticato di togliere i neri, ho tentato di riprodurre il mio progressivo avvicinamento, che corrisponde al processo reale di conoscenza del campo. Il suggerimento è venuto da Sara che mi ha invitato ad avvicinarmi alle persone. Ecco, io lo preso come dispositivo visuale! Prima un'immagine che colpisce e attira l'attenzione: le case-fantasma senza finestre, prima fase della demolizione; poi quelle case da vicino, lo spazio svuotato, laddove prima c'era un quartiere, poi la voce delle persone, le loro esperienze. In un'altra serie di video che devo ancora montare ci sono gli interni delle case, una ancora abitata, l'altra in fase di svuotamento. Su di esse mi piacerebbe confrontarmi in un post successivo, dedicato. In questo primo montaggio il mio interesse era rendere l'idea dello svuotamento, del valore forte e simbolico di una demolizione, dell'abbattimento di una forma di vita. L'immagine della scala che non conduce più a nulla voleva mostrare questo contrasto per esempio tra uno spazio abitato e uno spazio sgomberato, volevo che fosse il segnale di una mancanza, di una sottrazione. Chissà se ha reso, oppure chissà come altrimenti potrei rendere l'idea. Accetto suggerimenti. Ho usato molte panoramiche che ho rifiutato in fase di montaggio. Non mi pare che dicano gran che. Forse è nella composizione dell'immagine, la presenza nell'immagine di elementi chiave che rende meglio l'idea. O forse devo solo imparare ad usare la ripresa panoramica (a parte che ho un cavalletto che fa pena). Nel caso della scala le ho accostate entrambe, l'immagine fissa e la ripresa con la camera in movimento. Ditemi cosa ne pensate. Riguardo alla qualità delle riprese in generale devo dire anche un'altra cosa. Per non mettere in imbarazzo le persone con cui parlo e per non creare distanza, spesso non guardo nello schermo e tengo la camera a mezza altezza, controllando ogni tanto che il soggetto entri nel riquadro. Così ci rimette un po' la qualità della ripresa ma riesco a tenere il contatto occhi-occhi. 
Una nota pubblicitaria: qui pubblico solo le riflessioni visuali della mia ricerca. Per chi volesse seguire la mia esperienza di campo, vi invito a seguirmi sul blog www.kiz-reporter.blogspot.com
Grazie, Alessandra